sabato 7 giugno MAGLIETTA ROSSA

Sabato 7 luglio puoi indossare anche tu una maglietta rossa: abbiamo scelto questo colore per manifestare il nostro rifiuto verso una società debole, specchio di un’etica della convenienza che preferisce uccidere rifiutando soccorsi, piuttosto che gestire le problematiche migratorie con umanità.

“Di rosso era vestito il piccolo Alan, tre anni, la cui foto nel settembre 2015 suscitò la commozione e l’indignazione di mezzo mondo. Di rosso erano vestiti i tre bambini annegati l’altro giorno davanti alle coste libiche. Di rosso ne verranno vestiti altri dalle madri, nella speranza che, in caso di naufragio, quel colore richiami l’attenzione dei soccorritori”
(da www.arci.it)

sostieni l’idea di Libera Contro le Mafie e vieni insieme a Arci Brescia e ANPI Brescia – Comitato provinciale alla manifestazione al Parco Frugoni in Viale Caduti sul Lavoro
ore 20

NO ALL’INDIFFERENZA E AL RAZZISMO

 

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Mercoledì del San Carlino – SPRAR

Mercoledì 25 ottobre, ore 20.30
Umanità Migrante – VI appuntamento
Rifugiati per cause ambientali

presso Teatro San Carlino di Brescia

 

La forma espressiva scelta, questa volta, è quella del documentario.
OIL FOR NOTHING è uno splendido video, realizzato da Luca Tommasini, che racconta con lucida puntualità l’impatto delle attività estrattive delle multinazionali nel delta del Niger sull’ambiente e sulle popolazioni locali, spesso costrette a fuggire.

Seguirà l’intervento della Dott.ssa Barbara Meggetto, Presidente di Legambiente Lombardia.

INGRESSO LIBERO E GRATUITO

 

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L’Europa chiude le frontiere; i profughi continuano a morire

L’Europa chiude le frontiere e intanto i profughi continuano a morire

La gestione dei flussi alle frontiere dell’Unione Europea e la chiusura della rotta balcanica continuano a essere l’argomento principale di discussione tra i governi dei 28 Paesi membri e sui giornali di tutta Europa. Ma la notizia dalla quale partire per capire cosa sta succedendo realmente è ancora una volta la morte, nelle ultime ore, di cinque persone davanti alle coste dell’isola di Lesbo. Tra queste, un bimbo di tre mesi. Né il governo austriaco, né quello macedone, né nessun altro governo dell’UE, nonostante gli accordi con la Turchia di Erdogan, la politica di esternalizzazione delle frontiere, il sistema degli hot spot, la creazione di una polizia europea per il controllo delle frontiere e i programmi dell’agenzia Frontex potranno più respingere quel bambino, ucciso dal cinismo dei governi e delle istituzioni europee.… continua a leggere